Elenco dei prodotti per produttore Memo Paris

MEMO LA STORIA DEL BRAND Clara e John Molloy, i fondatori di Memo, nel 2005 si incontrarono su una seggiovia, sospesi tra cielo e terra, a metà tra due mondi, in quello spazio leggiadro che esalta la temerarietà individuale e allarga gli orizzonti. Non passò molto tempo prima che decidessero di intraprendere insieme un lungo tragitto, che sarebbe stato anche un percorso creativo. Memo, lanciato nel 2007, fa parte di questa avventura: una collezione di profumi che da allora vanta ormai undici fragranze, prende una destinazione e ne fa il punto di partenza per un epico senso del risveglio. Questa scelta è stata guidata dal loro passato e dalle loro convinzioni: John Molloy è cresciuto nella corroborante campagna irlandese, circondato da cavalli, prima di viaggiare per il mondo alla scoperta di altre culture e della vita oltre la lavorazione del cuoio e della terra. Originaria dell’Andalusia, e quindi sensibile alle influenze esterne, Clara Molloy ha forgiato il suo amore per gli accenti all’ombra della Torre Eiffel, dei pini catalani e delle montagne svizzere. Viaggiare, per lei, è necessario come respirare. Un libro aperto sulla vita. Hanno concepito la fragranza come un mezzo per iniziare un viaggio magico, esteso oltre la sua fine e costantemente ripercorso, immaginando il flacone come una destinazione a loro gradita. Il profumo, come il viaggio, ha la stessa dimensione di rito di passaggio che fa da soglia tra il noto e l’ignoto. Annusare, respirando un profumo, significa accettare di lasciare una zona di sicurezza alla ricerca di nuove sensazioni, legandole alla propria esperienza personale. Il profumo accende un entusiasmo simile a quello di un viaggio, di una partenza. E’ apertura e abbandono. Per prima cosa Clara ha chiesto ai grandi profumieri di stilare una cartografia sentimentale di profumi eccezionali. Dopo aver scritto un libro nel 2006 sui “nasi”, i creatori discreti, ecco che l’idea di lanciare il proprio marchio, a poco a poco, ha preso forma. Nel corso di un incontro con Aliénor Massenet, un profumiere di IFF, è scattato qualcosa. Aliénor aveva lavorato per sette anni a New York con IFF a fianco del grande profumiere Sophie Grojsman, prima di rientrare a Parigi. Antidote di Victor & Rolf, Jasmin da Armani Privé, Only the Brave di Diesel, Eau de fleurs di Chloé, Parlez-­‐moi d'amour di John Galliano, Trésor in Love di Lancôme e Intuition di Estée Lauder sono solo alcune delle sue numerose creazioni. Il suo modo di combinare profumi, emozioni e contrasti ha incontrato il desiderio profondo di Clara, e ha segnato l'inizio della loro collaborazione. Era giunto il momento di alzare l’ancora e salpare. E Memo sarebbe stato il nome di questa nave pirata. Memo per Memoria, conferendo al profumo un collegamento diretto con quello stato di reminiscenza e di sensibilità specifica per il viaggio e la scoperta. L’espressione “Il viaggio è la destinazione” ne cattura a pieno lo spirito. Aliénor vorrebbe rendere, per Memo, questo moto da un territorio al successivo tangibile e immateriale. Lalibela, Manoa, Siwa, Inle, Jannat ... i luoghi scelti, reali o immaginari, sono immersi nella storia e nel simbolismo, misti a una capacità di proiezione e di evasione, e la metamorfosi olfattiva in gioco dà loro nuove radici. Saranno femminili, maschili, delicati, sensuali, divertenti e amorevoli. Clara e Aliénor operano, in piena sintonia e in un andirivieni creativo, il modo di decidere le tappe di un viaggio imminente insieme. Clara per la direzione artistica, Aliénor per la creazione e la sublimazione di ciascuna fragranza. Due donne che hanno dato a Memo le ali di cui ha bisogno per volare in tutto il mondo. ALIENOR MASSENET – IL NASO DI MEMO Un senso di libertà La fragranza che ha forma e colore, quasi un’architettura… Un approccio astratto e istintivo che l’ha portata ad apprendere gran parte di ciò che sa. Aliénor ha trovato la propria vocazione, un’espressione più forte delle parole, una cretività che si addice al suo temperamento. Un risveglio dei sensi Di origine ungherese, una zia pittrice, nonni chimici e infiniti viaggi hanno arricchito la sua infanzia e Aliénor ha esercitato il suo senso dell’olfatto come altri bambini si esercitavano al pianoforte: “Ho usato questo senso più di ogni altro. Un’attitudine con cui ho imparato a giocare e che alla fine mi ha resa diversa”. All’età di 12, 13 anni il suo gioco preferito era scoprire quale fragranza indossassero le persone che incrociava sulla via della scuola: “Ogni giorno era una sfida diversa e questo mi motivava molto più di ogni altra cosa che facessi a scuola”. La scoperta di una vocazione Profumiere? Quando un amico di sua madre le disse dell’esistenza della professione Aliènor non ci fece granché caso. Era troppo bello per essere vero! Ma attraverso una stage di un mese alla Firmenrich quando aveva 16 anni, seguito da un secondo l’estate seguente come assistente di laboratorio, l’idea iniziò lentamente a prendere forma. “Ho deciso di diventare profumiere a 20 anni”, ricorda, “quando mi sono pagata una vacanza vendendo candele profumate che avevo fatto nella mia cucina mentre gli amici mettevano in fila lavori da babysitter”. Addestrata in olfazione e materie prime da Monique Schlinger (Cinquieme Sens) di cui ammira molto sensibilità e passione, Aliénor si è iscritta a un MBA a Parigi che ha concluso mentre lavorava part-­‐time presso Florasynth e nel 1995 è entrata alla IFF di New York. Ha ottimizzato le regole della composizione insieme ai suoi mentori Sophie Grojsman e Pierre Wargnye (insieme ai quail ha creato Intuition for Men di Estée Lauder). “Ho imparato molto da loro”, dice. “Hanno intuizioni straordinarie sulla profumeria moderna e un’intelligenza incredibile rispetto alla formulazione”. All’inizio pensava di fermarsi solo sei mesi, poi è rimasta sette anni, il tempo per perfezionare la sua tecnica e ottenere il primo progetto di rilievo: il sogno americano. Una volta rientrata in Francia (nella sede di Parigi della IFF), dopo il terzo figlio e un intervallo di due anni, ha ora una certa maturità che le deriva da una buona dose di esperienza e dalla capacità di concentrazione: “Il mio lavoro è diverso. Le mie idee sono meno sparse, sento di avere una maggiore profondità, più prospettiva. Per esempio non faccio molte modifiche e ho la sensazione di capire meglio come funziona il tutto”. L’arte della strategia Estremamente indipendente e un po’ ribelle, Aliénor ha trovato la sua ideale modalità di espressione nella profumeria. I suoi commenti rispetto a una professione ricca di contrasti e sottigliezze: “Ho una preferenza per le composizioni mascoline. Ho molti fratelli, mi piacciono molto gli uomini e questo resta un mondo di sorprese dove c’è ancora molto da poter fare”. Molto spirituale, fa affidamento su precisi valori che derivano dalla sua educazione religiosa: “Mirra, incenso e labdano sono sempre parte dei miei profumi, un attaccamento alle cose religiose”. Una costante battaglia per creare profumi che siano allo stesso tempo molto originali e del tutto accessibili oltre e al di sopra di concetti e brief senza perdere mai di vista il fatto che questi progetti sono destinati al suo pubblico: “Trovare sempre nuove idee che abbiano un impatto su quello che il pubblico sta cercando. Cerco sempre di sorprendere me stessa, in questo modo sono più creativa!”. Uno stile piuttosto astratto: “Non sono attratta dai paesaggi. Trovo piuttosto ispirazione in altri campi artistici. Penso spesso al profumo in termini di colore, forma e materiali, come l’architettura o la pittura. Immagino certe fragranze come blocchi solidi e altri come scale…”. Un linguaggio olfattivo molto personale con uno spirito d’indipendenza e libertà, tipico di ogni sua creazione.

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